Manifesto asi 2004

AMPLIAMENTO AREA INDUSTRIALE DI ACERRA l’Insostenibile “leggerezza” dell’essere Se due anni fa parlavamo di eccessiva cedevolezza delle autorità locali nel processo di programmazione esterna, dove l’apparenza dello scontro tra politica locale e programmazione dall’ALTO” nascondeva solo la demagogia e la bugia, oggi si può dire, senza poter essere smentiti, che la demagogia, la bugia, la miopia, la “leggerezza” dell’Amministrazione attuale è arrivata ad un punto INSOSTENIBILE. “DONARE” 137 ETTARI di pregiato suolo agricolo alla pianificazione altrui significa: abdicare ad una azione di governo e indirizzo locale per uno sviluppo autonomo e alternativo perturbare oltremodo il precario equilibrio ambientale consumando il residuo patrimonio agricolo che ci rimane ( unico vasto rimasto in provincia), compromettendo il suo rilancio e la sua valorizzazione connotare definitivamente l’area acerrana come polo industriale, un polo a servizio di altri, un polo, che non sembra neanche darsi una "connotazione produttiva specifica", visto che già nell’attuale area ASI non si è proceduto ad una griglia di valutazione sulla provenienza, tipologia e impatto occupazionale delle singole aziende non apportare alcun beneficio in termini di sviluppo socio-economico ed occupazionale, visto che la maggior parte delle aziende insistenti e/o in arrivo sull’attuale area ASI, provengono da aree dismesse non tener conto degli indirizzi del Documento di Orientamento Strategico dell’Agenzia Locale di Sviluppo che, semmai, parla di riqualificazione e non certo ampliamento dell’Area Industriale non tener conto degli indirizzi regionali che prevedono che “per ogni pianificazione non vengano sacrificati terreni agricoli produttivi di pregio per uso industriale”. Ma il fatto grave è che all’ombra della giusta, ma spesso strumentale battaglia contro l’Incenritore, questo atto, confermando l’operazione di SACCHEGGIO URBANISTICO-TERRITORIALE del nostro territorio, rende non solo poco credibili le battaglie ambientali della comunità locale, ma la espone allo sberleffo esterno, offendendone così l’Immagine e l’Intelligenza. Ed ancora, abusare del termine sostenibile, senza conoscerne il significato e addirittura illudere i nostri giovani su un’effimera e falsa promessa di nuova occupazione, basandosi sulle fumose dichiarazioni del Consorzio ASI è solo: UNA RISPOSTA DEMAGOGICA PER UNO SVILUPPO INSOSTENIBILE In considerazione di quanto detto facciamo appello a tutte le forze politiche e sociali sane, perché prendano coscienza delle trasformazioni territoriali in atto, invitandole a reagire con fermezza, dal momento che ogni giorno in più di vita di questa “distruttiva” amministrazione è un anno in meno di vita del futuro della nostra terra, mai come ora preda di rapina e di svendita a basso prezzo. Acerra, 03/03/2004