Acerra può e deve diventare una “CITTA’ SOSTENIBILE”

èidos Onlus Operazione: Acerra Città Sostenibile Forum Gestione Ambientale e Sviluppo Sostenibile del Territorio Acerra può e deve diventare una “CITTA’ SOSTENIBILE” Riportiamo l’articolo pubblicato nel mese di maggio dell’associazione èidos onlus sul nostro giornale, in occasione della recente approvazione da parte del Consiglio Comunale di Acerra di far aderire la nostra Città alla Carta di Aalborg e avviare così un’agenda 21 locale L’integrazione della dimensione ambientale nello sviluppo urbano e territoriale, nell’ambito delle strategie di politica di sviluppo sostenibile delineate dall’Unione Europea, rappresenta oramai un obiettivo prioritario. Questo perché, non solo l’ambiente o meglio l’azione ambientale, rappresenta il fattore chiave di sviluppo, competitività e di innovazione del terzo millennio, ma anche perché, le esperienze positive di città con forti problemi di degrado socio-economico, che hanno adottato pianificazioni urbane e territoriali basate su criteri di salvaguardia ambientale per uno sviluppo urbano e territoriale sostenibile, hanno fatto comprendere che, l’approccio “ambientale” nella politica urbanistica, determina in maniera inequivocabile una generale rivitalizzazione economica, sociale, culturale, elevando notevolmente la qualità della vita della comunità insediata. A tale proposito il Programma di iniziativa comunitaria URBAN, volto alla trasformazione sociale ed economica delle aree urbane e territoriali degradate, lanciato nel 1994, rappresenta un esempio particolarmente positivo dell’approccio integrato ed ecocompatibile alle politiche urbanistiche, tanto che questo, alla luce dei risultati particolarmente positivi, come già accennato, è oggi universalmente riconosciuto come unico mezzo valido per affrontare i problemi economici, sociali, ambientali, culturali nelle aree cosiddette “difficili”. Ciò ha indotto la Commissione Europea a rinnovare tale programma per il periodo 2000-2006 (URBAN II) allargandolo, a differenza del precedente, alle città medio-piccole ed anche alle aree al di fuori dell’ Obiettivo 1 e 2, a dimostrazione della forte volontà della UE nel sostenere tutte quelle iniziative che si stanno dimostrando strategiche per il progetto ancora più ampio, definito: rete per il cambiamento globale, attraverso azioni locali, per il miglioramento della qualità della vita. La necessità di tale cambiamento, venne per la prima volta sottoscritto nel documento chiave di indirizzo per lo sviluppo sostenibile, “AGENDA 21”, nel 1992, da 173 governi a conclusione della Conferenza Onu su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro. Già allora si sostenne che la sostenibilità ambientale dello sviluppo, essendo un problema di dimensione mondiale, doveva necessariamente essere demandata ai governi nazionali, tuttavia il capitolo 28 riconosce (come fà anche il Quinto Programma ambientale dell’Unione Europea), il ruolo essenziale delle amministrazioni locali nella concreta realizzazione dell’obiettivo della sostenibilità e invita ogni singola comunità a contribuire attraverso una propria Agenda 21 Locale. Nel maggio 1994, alla Conferenza di Aalborg (ridente cittadina danese) è stata lanciata la Campagna delle Città europee sostenibili, sostenuta dall’UE. In quella stessa occasione è stata messa a punto la Carta delle Città europee sostenibili (Carta di Aalborg), documento politico cui hanno fatto seguito il Liboa Action Plan, piano di attuazione della Carta di Aalborg e gli incontri regionali di preparazione alla Conferenza di Hannover del 2000. A oggi la Carta di Aalborg è stata sottoscritta da quasi 500 autorità locali, 40 delle quali in Italia, che si sono impegnate a raggiungere un consenso all’interno della propria comunità su un piano d’azione di medio-lungo termine per la sostenibilità ambientale. Le città rappresentano quindi la più ampia unità in grado di affrontare i molti squilbri urbani, da quelli architettonici a quelli sociali, economici, politici, ambientali e delle risorse naturali che oggi affliggono il mondo e, al tempo stesso, la scala più piccola alla quale i problemi possono essere risolti positivamente in maniera integrata, olistica e sostenibile. Il compito quindi di un'ammiistrazione locale è quello di integrare i principi della sostenibilità nelle rispettive poliitche e partire dalle proprie risorse e dalle caratteristiche fisico-ambientali, storiche, culturali locali, per costruire appropriate strategie che possano non solo comportare un generale miglioramento delle condizioni di vita della popolazione residente, ma anche determinare quello sviluppo durevole che parte “dal basso” coinvolgendo con metodo “partecipato” attori e risorse locali. E’ chiaro quindi che ogni città ha la sua specificità e pertanto occorre che ciascuna trovi la propria via alla Sostenibilità o meglio il proprio indirizzo di sviluppo. Quest’ultimo, riallacciandoci alla nostra realtà, ora più che mai, deve essere definito e chiaramente espresso nell’ambito di quella programmazione, necessaria ed indispensabile, a cui l’amministrazione deve fare riferimento per preparare con la guida di esperti in pianificazione territoriale e sviluppo locale, un progetto strategico di sviluppo sul fronte della valorizzazione territoriale e protezione ambientale.Questo tipo di progetto globale in cui si ridisegna non solo il territorio, ma anche lo sviluppo di un’area, oltre che a rispondere alle caratteristiche ed alle esigenze peculiari del nostro territorio (in linea peraltro con i nuovi scenari di sviluppo delineati dalla UE, che invocano uno sviluppo dal “basso”, sostenibile e non indotto dall’esterno), consentirebbe una sua difesa da minacce endogene (speculazione edilizia dilagante) ed esogene (Termovalorizzatore ed insediamenti industriali depauperanti il territorio, questi ultimi che ancora dalle parti più miopi della politica locale vengono salutati come “manna dal cielo”), oltre che una valorizzazione e rilancio del nostro patrimonio ambientale locale. D’altonde Acerra, avrebbe per posizione geografica, per delimitazione ancora dei suoi confini, per il vasto territorio libero, per le sue innumerevoli ed inespresse risorse storico-archeologiche-culturali, di folklore e naturali, grosse potenzialità di sviluppo che permetterebbero alla nostra città di avere una sua ricollocazione ed un suo riposizionamento come territorio specifico, avrebbe in definitiva tutte le carte in regola per diventare una Vera Città Sostenibile. Certo, una trasformazione socio-economica, basata su scelte ed indirizzo di sviluppo rispondenti alle caratteristiche fisico-ambientali del territorio e quindi a criteri di salvaguardia ambientale, oltre che a richiedere una capacità progettuale straordinaria, necessita soprattutto di una forte volontà, apertura mentale, coraggio, disponibilità al cambiamento, all’innovazione, maturità civile e naturalmente sensibilità ambientale. Queste qualità indispensabili riteniamo essere presenti, seppur rare, sul nostro territorio, per cui se veramente si vuole delineare per Acerra una via propria, diversa di sviluppo da quella che si sta tentando di imporre, se non ci si vuole inurbare e perdere totalmente la propria storia, identità e “spazio vitale” (come accaduto a paesi limitorfi, Casoria, Casalnuovo, Caivano, Cardito, Afragola ed altri), è necessario che tali qualità vengano fuori immediatamente con slancio e forza propulsiva. In fondo “lo sviluppo locale vero”, ossia lo sviluppo che nasce dalle risorse del territorio, alla luce di esperienze in altre realtà complesse e degradate, ha sempre richiesto la presenza e la forza di promotori forti e straordinari, che con lungimiranza e capacità progettuale seria, hanno indotto quelle trasformazioni strutturali, che sebbene manifestatesi nel medio-lungo periodo, rappresentano di fatto quelle più durature e socio-economicamente più SOSTENIBILI. Dott. Luigi Montano èidos onlus C.so Garibaldi, 6 80011 Acerra (NA) Tel/fax: 081/885 73 99 Sito Web: www.eidosacerra.com E-mail: info@eidosacerra.com