Questione Termovalorizzatore

Questione Termovalorizzatore Una Relazione scomoda a “molti” L’11 dicembre 2001, viene protocollata presso la sede del Difensore Civico Regionale, la relazione finale della Commissione Pluridisciplinare di Studio sul Termovalorizzatore, nominata dallo stesso Difensore in seguito al 2° ricorso dell’associazione èidos onlus di Acerra e dell’Istituto Italiano di Patologia Ambientale ed Ecologia. Il 13 dicembre il TAR Campania, decide di rimandare “opportunamente” la questione al dopo-elezioni (maggio 2001). Si apprende inoltre, oramai a lavoro concluso, che, il Presidente della Regione Campania, On. Antonio Bassolino, insieme al Presidente del Consiglio, On. Giuliano Amato, al Ministro degli Interni, al Ministro dell’Ambiente, ha ricorso al TAR contro il Difensore Civico Regionale e nei confronti dell’associazione èidos e dell’Istituto Italiano di patologia Ambientale ed Ecologia, perché – si legge nel documento - la commissione d’inchiesta nominata dal Difensore Civico, pregiudica illeggittimamente l’immagine del Presidente Bassolino. Ancora si apprende che il lavoro della commissione, tanto osteggiato dai poteri regionali e nazionali, non sia stato ritirato dall’amministrazione in tempo per inviarlo al TAR, né l’amministrazione, a differenza di quanto fece in occasione della presentazione delle relazioni dei Prof. Sciaudone, Migliaccio e Fusco con tanto di manifesto e conferenza stampa, non ha ancora riferito alla cittadinanza sui contenuti di tale relazione, che sembra contenere degli elementi nuovi ed importanti. Si chiede a questo punto, dove sia finita la seconda commissione comunale d’inchiesta nominata dall’amministrazione come “valida contromossa al lavoro”, così si legge a pag 9 della relazione, che entro il 13 dicembre doveva consegnare il suo ben remunerato lavoro, rispetto a quella “ritardataria e deludente commissione” del Difensore Civico. Certo, che la “Commissione Bluff”, come riportato dal Mattino in un articolo del 16 ottobre, in seguito alle esternazioni del Sindaco Riemma sull’operato della Commissione del Difensore Civico, sembra che abbia creato non pochi problemi al governo regionale, nazionale e anche all’amministrazione, che evidentemente non sembra aver gradito il buon lavoro svolto da questa e soprattutto una mossa giocata meglio da altri!!!! Riportiamo fedelmente alcuni passaggi della relazione: a)La difficoltà principale è consistita, proprio, nel reperire il materiale cartaceo, per ricercare il quale la scrivente Commissione indì , per il giorno 15.11.2000, un incontro audizione monotematico presso la Sala Consiliare del Comune di Acerra. A detto incontro , cui fu data rilevante eco dalla stampa locale ( cfr. il Mattino del 16.11.2000 ), si apprese tra l’altro che l’Amministrazione Comunale di Acerra aveva proceduto ad istituire una propria commissione composta dai proff.:  Goffredo Sciaudone – docente di medicina legale e del lavoro presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;  Maria Triassi – ordinaria d’igiene ambientale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;  dott. Mario Fusco;  ing. Attianese; che a giudizio del Sindaco di Acerra si configurava come una “ valida contromossa al lavoro” , svolto fino a quella data dalla presente commissione d’inchiesta e in modo tale da avere quella “ carta in più per andare davanti al TAR il prossimo 13 dicembre “. In quell’occasione l’ing. Vincenzo D’Atria , in qualità di Presidente della Commissione d’inchiesta , chiese di poter ricevere tutta la documentazione tecnica amministrativa , inerente il ricorso de quo. A detta richiesta, nonostante l’atteggiamento di collaborazione ventilato in più di una occasione , non fu dato mai alcun riscontro , nonostante i continui solleciti del caso .  Conclusione nr.1 Dagli atti in possesso di questa commissione risulta che :  non è dato sapere da chi , come e quando sono state effettuate le verifiche sui risultati raggiunti dalla raccolta differenziata in ossequio alle sopracitate ordinanze nr. 2774/98 e 2948/99;  gli impianti in oggetto sono , al riguardo sovradimensionati, rispetto alle quantità dei rifiuti da avviare a recupero energetico, intesi quali residuali alla raccolta differenziata e pertanto non allineati al criterio della maggiore economicità;  Punto nr.2 – Aspetto ambientale Alla luce della normativa vigente il progetto di realizzazione del termodistruttore è soggetto alla acclarata procedura di Valutazione dell’Impatto Ambientale ( VIA ) . A tale scopo il Ministro dell’Ambiente si avvale per la valutazione dell’impatto ambientale della commissione di cui all’art. 18- comma 5 – della legge 67/88 che si esprime entro 30 giorni dalla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale. Tale compatibilità è verificata con la collaborazione dei Comuni interessati. Inoltre l’art. 6l della legge 349/86 precisa che “ Il Ministro dell’ambiente sentita la regione interessata, di concerto con il Ministro per i Beni culturali ….. si pronuncia sulla compatabilità ambientale “. Ancora la legge 12/97 al suo art. 14 quater c.2 precisa che : “ per l’opera sottoposta a valutazione d’impatto ambientale, il provvedimento finale …….è pubblicato …..unitamente all’estratto della predetta valutazione d’impatto ambientale sulla Gazzetta Ufficiale e su un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionali da parte dei soggetti interessati “.  Conclusione nr.2 Dagli atti in possesso di questa commissione risulta che :  Il destinatario del parere di compatibilità ambientale datato 20.12.1999 è il Presidente della regione Campania dott. Andrea Losco - ????;  Per una fortuita coincidenza il Presidente della Regione Campania ed il Commissario di Governo per l’Emergenza dei Rifiuti risultano la stessa persona;  non è dato sapere se il Ministro dell’Ambiente abbia emesso il relativo provvedimento finale;  non è dato sapere su quale numero della Gazzetta Ufficiale detto provvedimento è stato pubblicato;  non è dato sapere su quale quotidiano a diffusione nazionale detto provvedimento è stato pubblicato;  è noto però che con Ordinanza del Commissario di Governo nr. 161/2000 il Commissario Di Governo abbia proceduto alla approvazione del progetto definitivo considerando il parere della Commissione VIA del 20.12.1999 alla stregua del provvedimento finale da emettersi a cura del competente Ministro dell’Ambiente . Perché ?????  Punto nr.3 – Parere della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale Come evidenziato al punto precedente il progetto di realizzazione del termodistruttore è soggetto alla procedura di Valutazione dell’Impatto Ambientale ( VIA ) . Relativamente a quest’aspetto si sottolinea quanto appresso:  in data 2 giugno 1999 protocollo 3006 CD gli elaborati progettuali elaborati dalla aggiudicataria furono trasmessi dal Commissario di Governo al competente Ministero dell’Ambiente;  in data 5 agosto 1999 il Ministero dell’Ambiente ha trasmesso un primo parere della Commissione VIA ( sembra datato luglio 1999) acquisito al protocollo generale del Commissariato di Governo al nr. 4895/CD del 20.08.1999;  con nota protocollo 5309/CD del 16.09.1999 il Commissario di Governo comunicava al Ministro dell’Ambiente che nel prendere atto di quanto riportato nel parere VIA trasmetteva le schede riepilogative nelle quali si riportavano sinteticamente le azioni da porre in essere per ottemperare alle suddette prescrizioni ( cfr. Bollettino Ufficiale Regione Campania del 6.11.2000);  in data 20.12.1999 la Commissione VIA ha emesso il parere di compatabilità ambientale per l’impianto termovalorizzatore di Acerra che è risultato favorevole ma con prescrizioni  Conclusione nr.3  non è dato sapere il contenuto del progetto inviato nel giugno 1999 al Ministero dell’Ambiente ;  non è dato sapere il contenuto del primo parere di compatibilità ambientale - forse datato luglio 1999- anche se ascoltando il resoconto della nota trasmissione radiofonica di Oliviero BEHA – RAI emerge che la commissione di valutazione attribuì un punteggio di valutazione tecnica delle opere progettate dalla aggiudicataria completamente insufficiente 4,2 punti su 10 dico quattro virgola due punti su dieci;  non è dato sapere il contenuto delle schede tecniche integrative presentate al Ministero dell’Ambiente;  Punto nr.4 – Ancora sul parere della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale datato 20.12.1999 Da una lettura attenta del parere emesso il 20.12.1999 dalla Commissione di valutazione d’impatto ambientale si pone in evidenza quanto appresso:  PARAGRAFO 1 “ PREMESSA “ – “ …….la Commissione ha ritenuto di non poter procedere all’esame degli impianti di termovalorizzazione del CDR di Acerra e di Battipaglia ( inseriti rispettivamente l’uno nel sistema di smaltimento dei rifiuti della provincia di Napoli e l’altro delle province di Avellino, Benevento, Caserta, e Salerno ) prima di conoscere la configurazione definitiva delle localizzazioni per gli impianti suddetti……” ;  PARAGRAFO 1 “RIFERIMENTI NORMATIVI ED IMPATTI PREVISTI “ – “ L’inquadramento ambientale e la stima degli impatti contenuti nella documentazione trasmessa da FISIA ITALIMPIANTI S.p.A. sono caratterizzati da grande genericità e numerose lacune e non consentono pertanto di far emergere pienamente le specifiche sensibilità o le particolari criticità dell’area prescelta per l’ubicazione dell’impianto….”;  ……………La realizzazione dell’impianto determina perdita di suolo agricolo. Durante la fase di costruzione gli impatti prodotti sono legati alla circolazione dei mezzi di cantiere e al movimento delle masse di terra. Durante la fase d’esercizio gli impatti previsti consistono principalmente nell’emissione di gas ed aerosol. Gli effetti legati all’emissione di gas ed aerosol si ripercuotono principalmente sulla salute umana e sull’ecosistema agricolo …….“;  “ ……l’impianto, di notevole dimensione, e soprattutto l’alto camino per l’espulsione dei gas combusti costituiscono elementi intrusivi di forte estraneità nel contesto paesaggistico della pianura e risultano visibili da elevata distanza su ampie porzioni di territorio ….“  in buona sostanza avendo la stessa Commissione VIA proceduto alla redazione del parere di compatibilità ambientale significa che la stessa ha ottenuto la “ configurazione definitiva della localizzazione degli impianti”  Conclusione nr.4  non è dato sapere il sito d’impianto dell’impianto di termovalorizzazione;  non è dato sapere a quale titolo ( di proprietà o di immediata disponibilità ) viene detenuto dalla aggiudicataria il presunto sito d’impianto del termovalorizzatore;  non è dato sapere quale iter amministrativo fu seguito dalla Commissione VIA , al fine di conoscere l’esatta e puntuale localizzazione degli impianti , visto che in primis dichiara di non poter procedere alla valutazione non conoscendo la configurazione definitiva delle localizzazioni e subito dopo ha emesso il parere di compatibilità ambientale del 20.12.1999;  non è dato sapere quale atto integrativo fu prodotto dal Commissariato di Governo al fine di mettere la Commissione VIA nelle condizioni di emettere il competente parere di compatibilità ambientale datato 20.12.1999;  non è dato sapere se a fronte dei suddetti impatti nella costruzione dell’impianto e nella sua fase di gestione dal punto di vista paesaggistico fu interpellato il competente Ministero per i Beni Culturali;  Punto nr.5 – Ancora sul parere della Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale datato 20.12.1999 Continuando nella lettura del predetto parere emesso dalla Commissione VIA il 20.12.1999 risulta :  PARAGRAFO 3 “ CONSIDERAZIONI PRELIMINARI “ - “ …..Per ciò che riguarda gli aspetti impiantistici , sviluppati nel quadro progettuale in modo estremamente sintetico, si rileva che la tecnologia adottata per l’incenerimento, pur se convalidata da oltre 30 anni di specifiche esperienze , non risulta particolarmente innovativa….. “ ;  “ …..Sommariamente analizzati o del tutto trascurati risultano gli aspetti relativi allo smaltimento delle scorie, delle ceneri e degli scarichi idrici provenienti dalle attività previste nel termovalorizzatore …“ ;  PARAGRAFO 4 “VALUTAZIONI ED INDICAZIONI OPERATIVE “ - “ …..si rileva che la documentazione esaminata appare in parte lacunosa e certamente sommaria nel fornire informazioni per la definizione di un parere sugli aspetti ambientali del progetto di termovalorizzazione……..” Gli impatti definiti sulle varie componenti ambientali derivanti dall’esercizio dell’impianto sono difficilmente valutabili sulla base della documentazione disponibile………….”  Conclusione nr.5  Gli impianti da realizzare sfruttano una tecnologia che seppur convalidata da 30 anni di specifiche esperienze , appare superata da altre tecnologie particolarmente innovative;  non è dato sapere come , dove e quando verranno smaltite le scorie e le ceneri che come è noto abbisognano di una discarica dedicata. Quali provvedimenti saranno intrapresi al fine di evitare l’eventuale solubilizzazione, percolazione e migrazione degli inquinanti in esse contenuti ( leggi : metalli pesanti – cadmio e piombo – derivanti da inchiostri per stampa , vernici , pile ) verso le risorse idriche ;  Punto nr.6 – Ulteriori osservazioni conclusive Nulla è emerso dagli atti in merito al futuro impianto di trasporto dell’energia elettrica tra l’impianto dedicato di produzione energia mediante utilizzo di CDR e la rete nazionale – ( cfr . a tale proposito l’Ordinanza del 2.06.2000 della Presidenza del Consiglio dei Ministri ) , alla sua collocazione ed impatto sul territorio di Acerra vista che la stessa cittadina di Acerra è stata già dichiarata una area ad alto rischio ambientale . Passando all’aspetto conclusivo si ribadisce come il presente lavoro è stato svolto in un clima di difficoltà oggettiva dovuto in modo particolare alla presenza di pochi elementi cartacei e facendo riferimento alla documentazione che il Commissariato di Governo ha ritenuto doveroso trasmettere a quest’Ufficio oltre a quella depositata presso la struttura Regionale del Difensore Civico. Il quadro della vicenda emerso appare in buona sostanza lacunoso e per certi versi precario e contraddittorio. Va da sé che i risultati cui si è pervenuti, con il presente lavoro, potranno essere il punto di partenza di un supplemento d’indagine da condurre con il coinvolgimento , un nuovo confronto e una stretta collaborazione con la struttura commissariale, con i consorzi di comuni individuati, con gli operatori del settore e tutti gli Enti e Organismi protagonisti di questa vicenda . Un ringraziamento particolare va al Sindaco di Acerra – dott. Michelangelo Riemma –per la sensibilità, l’operosità e la generosità dimostrate nel mettere a disposizione di questa Commissione l’aula consiliare del Comune di Acerra per l’incontro audizione del 15.11.2000. Altri ringraziamenti vanno a :  Sua Eccellenza Mons. Rinaldi Giovanni - Vescovo di Acerra;  prof.sa Scherillo Giulia;  dott. Luigi Montano;  don Franco Perrotta parroco della Chiesa di sant’ Andrea Apostolo di Arienzo ( Caserta) per le disponibilità mostrate nel mettere a disposizione le loro conoscenze relative al territorio di Acerra. Tanto si doveva. Dicembre 2000 La Commissione d’inchiesta ing. Vincenzo d’atria ing. Rosa Maiorino dr.sa Anna Calandra ing. Dante Fossa ing. Massimo Nicolosi prof.Pietro.Battaglini dr.Carlo Iannello dr. Andrea Patroni Griffi La Commissione di Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente nel luglio dello scorso anno evidenziava che: 1. Il sistema di smaltimento prefigurato nel progetto FISIA era dimensionato per lo smaltimento dell’intero quantitativo dei rifiuti solidi urbani prodotti nella regione (previsti 2.500.000 tonnnellate annue), senza considerare (quindi senza incentivare) una crescita della raccolta differenziata. L’ordinanza 2948/99 fissava al dicembre 2001 l’obiettivo di una raccolta differenziata (relativa a carta, plastica, vetro, metalli, legno, materiali umidi) pari al 40 % dei rifiuti prodotti, da organizzare a livello di consorzio; 2. manca un sistema di trasferenza e compattazione dei rifiuti presso i comuni, indispensabile per un razionale trasferimento dei rifiuti agli impianti di selezione. 3. le tecnologie proposte non appaiono innovative e non vengono esaminate alternative progettuali 4. sottolinea che una particolare cura andrà posta nella scelta di sistemi per il contenimento degli odori 5. giudica insufficienti i chiarimenti in merito allo smaltimento delle acque potenzialmente inquinate. La Commissione conclude l’esame del progetto, coerentemente alle valutazioni sopra elencate, attribuendo al valore tecnico delle opere FISIA-Italimpianti un punteggio insufficiente: 4,2/10; la documentazione fornita viene giudicata lacunosa per valutare l’impatto ambientale degli impianti e del sistema nel suo complesso.