Memoria e Vergogna
Memoria e Vergogna
Etica pubblica-identità-memoria-cultura-progresso civico. Parole che ad Acerra, città la cui storia è millenaria, città dove la propensione alla libertà e quindi alla dignità ha avuto esempi nobilissimi ed altissimi, oggi per i nostri massimi rappresentanti locali non solo non hanno più significato, se non in alcuni custodi e purtroppo inascoltati uomini di cultura, ma ciò che è peggio sono mortificate e avvilite da una insopportabile ostentato perbenismo e dalla falsa immagine di un Sindaco e dalla sua che da ddirittura vengono continuamente offesi da un fare
Ho in questi giorni osservato e letto le numerose iniziative promosse da amministrazioni pubbliche campane e non sul tema delle vicende storiche che proprio 60 anni fa interessarono drammaticamente la nostra regione, ho notato l’impegno e la vicinanza, anche se per la verità talvolta con accenti di retorica e formalismo, delle rappresentanze istituzionali ai fatti occorsi ai propri concittadini tanti anni fa e poi ho confrontato l’atteggiamento dei nostri massimi rappresntanti locali nei confronti della commemorazione di quella che è stata definita la Strage nazista più importante in Campania, ebbene, non sto certo a dire dove il , anche se è stato percepito anche da parte delle portanza memoria e della s
Senza memoria, i fatti si ripetono e questo rappresenta il segno più basso
A d è proprio quel desiderio irrinunciabile che è la libertà ed in nome di questo che i nostri concittadini, stanchi dei soprusi subiti negli ultimi mesi dai tedeschi, stanchi di vent’anni di regime e degli stenti di una guerra non voluta, riacquistando la propria dignità reagirono. Come a Napoli ed in altri comuni campani emersero, dunque, con forza i valori più veri e profondi delle nostra popolazioni che al di là delle polemiche e delle versioni anche divergenti sui fatti, rappresentano insieme la storia del popolo come protagonista con tutte le sue ansie represse di libertà, di pace e di uguaglianza che ad un certo punto ritrova se stesso.
Il Libro della Prof.ssa Gribaudi, pertanto, rappresenta a nostro avviso un’opera che riscatta a pieno titolo il ruolo delle popolazioni meridionali avuto nella Resistenza, una resistenza autonoma, civile, spontanea, anche se poco istituzionale per balzare agli onori della memoria pubblica nazionale, ma che riteniamo essere importante per capire quanto profondi siano certi valori che in nessun modo possono essere calpestati. llora di fronte a queste evidenti storutre bisognerebbe insorgere, visto il decadimento morale e civico, cui gli amministratori attuali, in barba alla dignità, termine –viste le note vicende sicuramente senza significato alcuno, in barba anche alle purtroppo troppo timide richieste di chiarimento di qualche consigliere un pò riottoso,
Al di là della presenza o meno del Sindaco, che comunque è certamente “onnipresente”, la città di Acerra che organiza
e di cui di termini Già in una serie di articoli pubblicati su giornali locali su quel che abbiamo sempre definito come la Folle Ubriacatura Speculativa edile in atto sul territorio, avvertivamo ed anzi facevamo appello ai consiglieri comunali affinchè prendessero atto delle tremende trasformazioni in atto sul territorio dovute alla dilagante speculazione edilizia, richiamandoli ad una responsabilità che prima che politica era ed è etica. Gli articoli che di lato riportiamo integralmente in pratica sono ora ancora più attuali in relazione all’ipotesi di condono che si avvia a varare il governo e che scateneranno ancora di più di quello che è già oggi l’aggressione al territorio dopo la parentesi “purtroppo” breve dell’esperienza commissariale che anche con qualche eccesso comunque aveva avviato una fase di riordino della res pubblica, tanto strapazzata dalla giunta Riemma. Una amministrazione, la cui caduta è bene ricordarlo anche se giunta per un motivo “discutibile”, segno estremo del suo stesso bassissimo profilo etico e politico e più di una volta messa in discussione e salvata in extremis dal “gaglioffo” di passaggio, era ed è ancor di più oggi sostenuta (per la fuoriuscita di persone evidentemente ancora con una propria dignità) non sulla base di un programma politico, ma su uno strano sistema di logiche affaristiche e di ricatti reciproci, il tutto, naturalmente ben mascherato dalla lotta all'Inceneritore, che oltre a distrarre la popolazione
La questione condono oggi ad Acerra, la cui economia come “giustamente” oggila cui previsione come giustamente auspicava ..altre altri così oltre non solo si fanno scudo, ma dalla stessa ne traggono ancora linfa.anna dal cielo per
Intanto la città di Acerra in questo
1) Il commissario comunque ha dimostrato non solo senso istituzionale, trasparenza e correttezza politica, informando e cercando di tutelare al massimo gli interessi della città, garantendo ciò che avrebbe dovuto garantire un sindaco, un vero sindaco
2) Il freno all’ufficio tecnico che ha agito in questi anni in completa autonomia e di urbanizzazione selvaggia
3) Una pulizia delle procedure concorsuali, che senza la mano politica avrebbero non solo maggior senso, ma darebbero certamente merito a chi merita di più.
4) Oramai l’avvio verso le elezioni e verso una più degna e sicuramente, anche se difficile campagna elettorale, ma che ricordando i danni subiti dalla città per le occasioni mancate, per la svendita (ASI, Montefibre, Edison, Inceneritore(
5) Che futuro avrebbe questa stessa giunta, con numero appena risicato, dove tutti chiedono qualcosa, che non ha prospettive, non ha credibilità interna e soprattutto esterna, che a breve dovrebbe fare il bilancio e che bilancio, e soprattutto il fatto che dovrà durare alla fine dei conti 16 mesi.
6) Chi sarebbe disposto a sacrificarsi con un uomo doppiofaccista, immaturo, la cui considerazione interna ed esterna è pari a zero.
Le occasioni mancate (Capofila del PIT perso, progettualità zero)
Questioni da affrontare ( questione Inceneritore, ASI, Speculazione edilizia, su cui è dimostrato la totale assevisto che in soli due mesi dovrebbe affrontare il tema del bilancio,
Che moralità pubblica e che senso di responsabilità si esprimerebbe, andando a impelagarsi in una situazione non affatto chiara e zeppa di problemi e soprattutto senza una prospettiva.
Piano Urbano Traffico (PUT), nuovo trasporto pubblico urbano con la CTP, sono le ultime iniziative intraprese dalla nostra amministrazione, con l’intento “mirabile e lodevole” di migliorare il servizio e la mobilià urbana. L’obiettivo però della mobilità sostenibile, rappresenta però sempre più un miraggio, in quanto il fattore “Crescita della Popolazione”, in fortissimo aumento nella nostra Città, viene del tutto ignorato.
Il perché è sotto gli occhi di tutti:
Spregiudicata Speculazione Edilizia, favorita da un Piano Regolatore Generale, assolutamente non rispondente a criteri moderni di sostenibilità e salvaguardia ambientale, ma ispirato a logiche solo ed esclusivamente di “zonizzazione orientata” da esperti tecnici e politici senza alcuna dignità professionale e morale. L’Abusivismo, poi figlio della speculazione è una logica conseguenza per la mancanza voluta del “NON CONTROLLO”.
Su questo argomento vorremmo però fornire, prima di alcune nostre considerazioni, alcune brevissime notizie che speriamo possano essere utili a chi non sa, ma soprattutto rinfrescare la memoria a chi sa ed opera nell’edilizia, ma per “ovvi motivi” preferisce non applicare certe regole e anche a chi dovrebbe controllare e non lo fa.
La legge Ponte del 6 agosto 1967, n. 765, indicava chiaramente come i Comuni, dovevano provvedere a dei Piani Regolatori comunali. Purtroppo questi strumenti di grande importanza per lo sviluppo delle Città, venivano in gran parte dei casi -Acerra ne è un esempio- indirizzati verso esigenze di inurbamento, ed insediamenti residenziali ed industriali, senza tener conto non solo della tutela del territorio, ma anche della destinazione di sufficienti aree a verde ed attrezzature ed impianti di interesse collettivo, con l’ovvio scadimento della qualità della vita della popolazione che veniva a risiedere. Modifiche successive alla suddetta legge, hanno tentato poi di costringere i Comuni a destinare nei piani urbanistici aree sufficienti alle attrezzature collettive, al verde pubblico et altro, sancendo limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra fabbricati e rapporti massimi di spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi, oltrechè spazi pubblici riservati al verde pubblico e ai parcheggi. Comunque un dato importante ed esemplare di tale legge è l’obbligo di destinare non meno di 18 mq/abitante a spazi per la collettività. Ebbene, noi assistiamo nella totale indifferenza alla violazione di tali principi. Ciò sta portando ad uno sviluppo disorganico, caotico, dove il richiamo residenziale per i prezzi concorrenziali che vengono offerti, sta favorendo un flusso migratorio nella nostra Città di intere famiglie che, avranno si una casa, ma non avranno servizi tali da permettere loro di vivere in maniera civile.
È chiaro quindi che nessun PUT può risultare efficace per arginare il fiume di auto di una popolazione in forte crescita, peraltro non autoctona, pendolare e quindi poco legata alla sensibilità e alla cultura locale. Con questo non vogliamo ledere il diritto alla casa che è e deve rimanere un diritto di tutti, ma è dovere di un’amministrazione non sottrarsi ai propri obblighi di programmazione, controllo e tutela del territorio. Il principio ispiratore guida dell’azione di una amministrazione è essenzialmente quello di tutelare il diritto dei cittadini ad una migliore qualità della vita e non ci sembra, che si stia andando in tale direzione. Inoltre appare chiaro nell’ottica del nuovo trasporto pubblico urbano, dei futuri assi di collegamento su ferro, l’ulteriore subalternità e servizio che la nostra sacrificata Città, deve fornire, come Città Dormitorio, all’Area Metropolitana. Pertanto, Acerra, Città quadrata, dotata di barriere di confine come i Regi Lagni, “che qualcuno vorrebbe addiritttura coprire” e di spazi naturali periferici di delimitazione territoriale, verrebbe così inghiottita dalla cinta metropolitana, in un continuum di abitazioni senza forma come già è realtà in alcuni paesi limitrofi, (Casalnuovo, Casoria, Caivano, Cardito, Marigliano e tanti altri comuni) perdendo non solo la sua connotazione geografica particolare, il suo spazio vitale, la memoria dei propri luoghi, ma anche la sua identità come territorio specifico e con sé quei pochi validi valori rimasti, che ancora si riescono a percepire nelle aree interne e ormai disgregati nelle alienate aree suburbane. Gli indirizzi urbanistico-speculativi che mai rapidamente come in questi ultimi due anni stanno divorando le nostre terre, mostrano così il loro volto più aggressivo, occupando suoli senza lasciare alcuno spazio verde, tanto che in qualche “Parco” giusto per giustificarne il termine e dare “l’illusione verde” ai residenti, gli alberi vengono addirittura disegnati.
A questo ritmo verrà cancellata ogni possibile futuro riassetto e riequilibrio urbanistico-territoriale, senza considerare le inevitabili implicazioni socio-sanitarie e quindi lo scadimento della qualità della vita generale che “evidentemente” non viene in alcun modo considerato dai nostri “illuminati amministratori”. Costoro incapaci di programmare a medio lungo termine e senza alcuna capacità progettuale e gestionale, addirittura favoriscono tali indirizzi speculativi, dal momento che ne vedono un solo beneficio, la grande entrata erariale e questo basta ad un Comune le cui finanze mai come ora appaiono tragicamente languenti. Pertanto, il recente aumento dell’aliquota odinaria Ici, rappresenta un segnale chiaro: i nostri amministratori pur di sostenersi, stanno svendendo il nostro territorio (non solo ad imprenditore edili, ma anche alla Montefibre, a speculatori industriali, e in ultimo alle lobby dell’immondizia) e presto pagheremo le disastrose conseguenze di questa follia amministrativa.
èidos onlus alla luce quindi delle rapide e preoccupanti trasformazioni in atto sul nostro territorio, facendo appello alla responsabilità non solo politica, ma civile e morale, del Sindaco, dell’Assessore all’Urbanistica, dell’Assessore all’Ambiente in primo luogo e naturalmente degli altri assessori e consiglieri tutti di maggioranza,
CHIEDE
1)quale sarà il destino del nostro vasto territorio che, mai rapidamente come ora, si sta sempre più riducendo, a causa degli indirizzi speculativi urbanistici ed industriali favoriti dalla incapacità progettuale, di programmazione e dalla assente gestione territoriale;
2) quale sarà il destino delle aree agricole e di conseguenza dell’agricoltura acerrana, vero presidio e fattore di stabilità degli equilibri ambientali del nostro territorio visto che nel bilancio alla voce: interventi per l’Agricoltura, ci sono solo CINQUECENTOMILALIRE, mentre alcuni comuni limitrofi come Pomigliano e Marigliano, che di spazio ne hanno veramente poco, si stanno attivando con grosse risorse finanziarie verso gli agricoltori per rilanciare le produzioni agricole locali.
3) quale è la concezione di sviluppo sostenibile e di ecocompatibilità dell’attuale amministrazione, ora che dopo anni di “provvidenziale” ritardo, il decollo dell’area ASI (assai “scelleratamente”contesa, come sembra risultare dalle molteplici attribuzioni di paternità), apre la strada ad insediamenti industriali che, nella qualità, nelle caratteristiche delle produzioni, nell’impatto ambientale ed occupazionale, non sono al momento stati oggetto di verifica tecnica e politica su base democratica, e né sembra lo saranno, vista la gestione privatistica dimostrata finora.
èidos chiede inoltre
a) che venga da subito rivisitato e ridiscusso con tutte le forze politiche, sociali e religiose della città, tutto il Piano Regolatore Generale, indispensabile strumento di assetto del territorio e quindi del futuro della nostra Città, perché si proceda con una variante di piano che blocchi l’allargamento della Città, contenga la crescita della popolazione e favorisca la riqualificazione del centro storico e dell’edilizia rurale;
b) che nel frattempo ci sia una maggiore “attenzione” da parte della commissione edilizia nell’ambito della sua funzione, tanto celere nel rilascio di concessioni edilizie per nuove costruzioni, quanto lenta per concessioni di opere di interesse collettivo, quali attrezzature e infrastrutture;
c) che si istituisca, come priorità assoluta, in linea ai principi della Carta di Aalborg votata all’unanimità dal Consiglio Comunale nel Dicembre 2000, e come da impegno nella relazione programmatica allegata al bilancio 2001, il Forum di Gestione Ambientale e Sviluppo Sostenibile del Territorio delle associazioni locali per una nuova cultura di programmazione degli interventi territoriali e come base per la costituzione del Forum di coordinamento del Terzo Settore.
Queste non ci sembra siano delle richieste illeggittime, ci aspettiamo pertanto che vengano chiarite a breve tali problematiche, più che con dichiarazioni pubbliche -sentite a iosa in questi ultimi due anni- con azioni amministrative forti e serie.
La non risposta a queste domande, peraltro sollecitate in diversi momenti ed in forme diverse, rappresenterà un gravissimo, se non irreparabile danno di cui le generazioni future ne pagheranno le conseguenze e la cui responsabilità cadrà esclusivamente sugli attuali amministratori, per i quali non ci saranno scusanti e/o prove d’appello.
èidos onlus
C.so Garibaldi, 6, Acerra (NA)
Tel/fax: 081-885 73 99
Sito Web: www.eidosacerra.com
e-mail: info@eidosacerra.com
N.B.
Come mai il cantiere per la costruzione di un palazzo all’incrocio di Via C.Battisti e Via L.da Vinci, è stato improvvisamente interrotto?????
Che la memoria della gente comune è spesso labile, dimentica ed è su questo che giocano i nostrine viene la capacità di ribaltare la verità dei fatti, il protagonismo egocentrico
Gente alla quale l’etica civica, la dignità personale, il senso di responsabilità istituzionale,
Il pericolo maggiore viene proprio da quell’operazione improvvisa di “maquillage” dell’immagine politica e personale, da quella veste apparentemente rinnovata, dall’eccessivo “buonismo”, disponibilità o meglio cavalcare temi ed istanze evidentemente molto lontane dalle proprie precedenti “azioni”, dimostrando addirittura tendenze “new-global” manifestazione cultura, di necessità, con manifestazioni che sfiorano il “ridicolo” e che offendono l’intelligenza del popolo “sano”, si nascondaproceda comunque alle operazioninascondes temporanea l’estrema rè che questa improvviso e
Quell’operazione bassa, meschina, ipocrita, falsa, ma pianificata della raccolta del consenso, basata su una operazione improvvisa di maquillage dell’immagine politica e personale di rinnovato “guardiano del Territorio” in difesa della cultura e della specificità locale, accompagnata dall’immancabile manifestazione esterna aspetto del “bravo” ragazzo, semmai “mal consigliato” espressione anche dando a destra e a manca, o meglio dal recupero de
La cultura …difesa del territorio,
L’espressione rabbuonitrice,