Questione Ambientale e Inceneritore

Questione Ambientale e Inceneritore ORDINANZA CONTINGIBILE ED URGENTE (il ricordo di un atto dovuto) Era luglio del 2000, quando dopo il decreto di sospensiva da parte del Difensore Civico della Regione Campania nei confronti del Piano Rifiuti regionale, a seguito del nostro ricorso contro l’Inceneritore, noi stessi nella 2^ riunione della Consulta per l’Ambiente invitammo il Sindaco ad emanare un’ordinanza contingibile ed urgente sul territorio per le gravi conseguenze ambientali e di salute pubblica derivanti dall’allocazione del Termovalorizzatore. Un’ordinanza di blocco che già allora veniva ampiamente giustificata dalla serie di motivi contenuti nel nostro ricorso come riconosciuto dallo stesso Difensore Civico Regionale e che nel tempo sono venuti sempre più ad esser confermati da: 1) Relazione delle conseguenze derivanti dall’installazione dell’Inceneritore dei Professori Sciaudone, Migliaccio, Fusco (settembre 2000) 2) Relazione della Commissione Pluridisciplinare di studio del Territorio nominata dal Difensore Civico Regionale dopo nostro secondo ricorso su tutta la questione ambientale (novembre 2000) 3) Dati derivanti dallo studio commissionato dalla stessa Giunta Regionale da parte dell’ANPA (Agenzia Nazionale per l?Ambiente) e dall’ARPAC (Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania) che hanno dimostrato gravissimi fenomeni di inquinamento ambientale in particolare per il suolo, le acque superficiali e profonde (settembre2001) Ora al di là dei motivi più che giustificabili, la stessa ordinanza come “spiegato” sempre nel luglio del 2000 al Sindaco e al suo “Avvocato Difensore” avrebbe rappresentato già allora una risposta forte, coraggiosa ed autorevole dell’autorità comunale all’imposizione da parte del Commissario Straordinario all’Emergenza Rifiuti On. Bassolino, capovolgendo la questione e costringendo lo stesso Commissario, sempre assente e latitante a farsi avanti per impugnare tale ordinanza. In tal modo non sarebbe stato il Comune a rincorrere il Commissario Bassolino con il Ricorso al Tar (bocciato peraltro), ma il contrario. Purtroppo la mancanza di coraggio, l’incapacità totale dimostrata non solo nell’affrontare le cosiddette “COSE POSSIBILI” insieme all’incultura, la stupida, ingiustificata sordità ai richiami della nostra associazione e di altre componenti della società civile, oltre all’assenza di una capacità di programmazione, gestione e controllo del territorio, tanto che l’ultima dichiarazione del Sindaco sul Mattino del 14 c.m (non saper nulla sull’apertura del cantiere) la dice lunga ma veramente lunga su ciò, porterà il nostro vasto territorio alla totale distruzione. Una distruzione che per la verità era già iniziata con le amministrazioni passate (almeno da 15 anni a questa parte), ma che in questi ultimi tre anni sta assumendo una dimensione apocalittica vista la rapidità più volte denunciata da noi attraverso la FOLLE UBRIACATURA SPECULATIVA EDILE ED INDUSTRIALE che sta investendo e SACCHEGGIANDO un territorio di enorme valore storico e paesaggistico, checchè ne dicano i tanti incolti che spadroneggiano. Diciamo chiaro e tondo, in fondo il fatto di non aver emanato tale ordinanza allora, come forse non lo sarà neanche oggi, nonostante tutto, rappresenta un ulteriore prova che la Sogetel, l’ampliamento della Montefibre, la Turbogas,l’Ampliamento dell’Area industriale,la Speculazione edilizia, l’attuale raccolta differenziata fallimentare, sono esempi più che lampanti oltre che dalla sopradetta inconsistenza politica di una classe dirigente che non và oltre i confini locali, anche di una inconsistenza culturale e soprattutto morale dal momento che pur di sopravvivere a se stessa è capace di svendere la propria terra ed il futuro dei suoi figli. Se ci sarà la prima balla da incenerire all’inaugurazione dell’Incenritore, sappiamo di che pasta sarà costituita!! di una volontà distrutti fallimento di un’intera classe dirigente che merita solo una cosa: oltrche di una lucida volontà lla coerenza dei nostri folli ebbene che ciò che è sotto l’occhio di tutti, non passa senza che neanche la stessa opposizione o i vari consiglieri della maggioranza che più volte hanno dissentito sull’operato del Sindaco e del suo Avvocato, (speculazione edilizia dilagante come non maimenefreghismo radicamento a modelli ed aasservimento di questa classe politica a pura lottmista all’incoerenza a falsità aprodurre Ma evidentemente Motivi non solo riconosceva, ma che avrebbe sottoscritto non solo ome he sommandosi alle realtà inquinanti già insistenti e descritte nel nostro ricorso al difensore civico la necessità suggerita daltesso Difensore Civico suggeriva Un Territorio massacrato ed una classe politica da venti anni a questa parte che evidentemente merita solo una cosa: l’INCENERIMENTO!!! L’apertura del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore “nonostante tutto” è il risultato tangibile e certamente inconfutabile dell’assoluta inconsistenza dei governati locali passati e attuali. Il Sindaco, “Guardiano del Territorio” sul Mattino del 14 c.m. ha dichiarato di non sapere nulla sull’apertura dei cantieri e che avrebbe inviato i vigili a verificare. “Optime”, è possibile che sia la società civile e non quella deputata e delegata dal voto popolare, ad effettuare il controllo del Territorio?. È possibile che noi insieme alle altre associazioni del Comitato del NO abbiamo…. e denunciato subito il “FATTO”? Ora senza polemizzare qui lasciamo all’immaginazione dei lettori le eventuali deduzioni in merito ad una vicenda oramai troppo piena di ombre. . Sembra strano, ma è così, è la p con e questo non solamente è prova lampante dell’assenza di governo del Territorio, vedi e in barba alle promesse dichiarazioni passate di stretta vigilanza dell’area destinata alternativa Inceneritore, Montefibre, Edison, Allargamento Area ASI, speculazione edilizia ed ora TAV.. Mai sul nostro territorio si è concentrata cotanta mira distruttiva, mai una convergenza di interessi trasversali extralocali e locali è stata più pericolosa di quella che sta subendo la nostra terra da due anni a questa parte. Una trasformazione territoriale che per gli interventi a breve previsti, vedrà il nostro territorio smembrato e totalmente asservito, tutto questo per incapacità gestionale e politico-contrattuale dell’attuale classe dirigente locale con la complicità di tecnici di basso profilo etico e professionale. Ebbene mentre gli studi condotti finora hanno dimostrato l’elevato tasso di inquinamento ambientale, la non usufruibilità delle nostre acque sotterranee, fra l’altro sempre più ridotte, i nostri politicanti locali invece di premere e spingere le autorità competenti all’opera di bonifica territoriale, unica e necessaria precondizione per un ripristino ambientale ed uno sviluppo ordinato, programmato e condiviso, continua non solo a considerare linee di sviluppo assolutamente non rispondenti alle caratteristiche fisico-ambientali e storico-culturali della nostra area, ricorrendo sempre a forme decollo dell’Area ASI, di cui non si capisce perché questa debba ulteriormente espandersi senza che sia completata la già vasta occupazione di suoli di aziende che diciamolo chiaro e tondo non apporteranno alcun benessere né sotto il profilo occupazionale, né tantomeno su quello socio-ambientale, checchè ne dicano i soliti stupidi idioti che continuano a governare la nostra città, Non è possibile procedere in tale direzione quando gli indirizzi programmatici dell’UE puntano alla valorizzazione delle risorse ambientali e a tutte quelle forme di occupazione dal basso, din cui il nostro ambiente necessiterebbe. Inoltre le energie rinnovabili di cui ci sono bandi autonome e non solo perché senza che sia stata definita fra l’altro superate da logiche europee difavorire litigare fra loro per misere questioni di potere, se non addirittura E così Acerra sprofonda sempre di più. La progettualità amministrativa locale, quella legata a programmazione degli interventi a medio-lungo termine, in parole povere la Vera Politica Territoriale, continua così ad essere un miraggio. L’unica cos sologate a invece di concentra né tanto meno si contrattail nostro territorio subire senza alcun che in nome d sviluppo, o meglio di una mentalità fordista ’agognato recupero e riqualificazione territoriale in senso ambientalmente sostenibile, uno sviluppo consono allse non La ragione fondamentale è comunque da ricercarsi fondamentalmente nell’assoluta incapacità locale di programmazione da parte di taluni signori una tale altra supposta pronta ad incunearsi e a fare centro nel nostro territorio, oramai terreno di caccia di famelici predatori, che in assenza di progettualità, in assenza di controllo e gestione locale, sono pronti all’assalto finale. Naturalmente se si chiede come stanno le cose su questo fronte caldissimo, nessuno dice di saper nulla. Ebbene, si chiede alla luce di quanto descritto, come può essere perseguita in un territorio già fortemente compromesso, questa ulteriore politica di consumo indiscriminato del territorio e attentato alla salute della sua popolazione, quando gli indirizzi comunitari e gli assi prioritari del QCS, Agenda 2000, puntano proprio sulla riqualificazione e sulla valorizzazione ambientale delle aree a forte degrado ambientale. Ci si chiede allora, che intenzioni hanno le grandi lobby politico-economiche e finanziarie e quali sono gli indirizzi regionali, riguardo quei territori interni della provincia di Napoli, la cui colpa maggiore è quella di avere territorio libero. Acerra, si ricorda, che oltre ad appartenere ad una delle aree geografiche storicamente e geologicamente più importanti della Campania, a differenza degli altri paesi limitrofi, ormai inurbati e senza più spazio vitale, ha grosse potenzialità di sviluppo proprio sul fronte ambientale per il vasto territorio libero ricco di innumerevoli, ma ancora inespresse risorse storico-archeologico-culturali, di folklore e naturali, che guarda proprio alle occasioni fornite dai fondi comunitari per risollevarsi attraverso una sua progettualità basata su tali risorse Anzi, ogni riferimento allo sviluppo ed occupazione che viene sempre sventolato dalle nostre parti da molte delle forze politiche, è ancorato ancora alla ormai vecchia concezione dello svilluppo indotto dall'esterno, (vedi insediamenti industriali, depauperanti il territorio, in un’area come la nostra che presenta una vocazione tutt’altro che industriale). Altrove invece, già da tempo si segue il modello vincente dello sviluppo dal basso, ossia dall’iniziativa e dalla capacità di intrapresa locale basata su interventi di riqualificazione ambientale e di valorizzazione delle risorse locali a cui l’Unione Europea, in una fase di deindustrializzazione, disinquinamento ed urgenze ecologiche, già da anni indirizza tutta la sua politica di sviluppo, in virtù del miglioramento e difesa della qualità della vita, concetto quest’ultimo non ben compreso dalle nostre parti e che ci sembra anche abbastanza difficile trasmettere, in una realtà dove impera un uso distorto del suolo, come risorsa da sfruttare e consumare, anzicchè come risorsa in sé da rispettare, salvaguardare e valorizzare. D’altronde gli indirizzi di sviluppo vertono tutti su un unico grande tema, “L’AMBIENTE”, tanto che gli assi prioritari di intervento dell’Unione Europea a favore delle regioni del SUD ITALIA, indicati nel Quadro Comunitario di Sostegno “AGENDA 2000”, puntano alla valorizzazione delle risorse territoriali come unica via percorribile per quello sviluppo sostenibile, derivante dal basso, capace come descritto negli articoli precedenti di determinare la vera e duratura crescita economica, soprattutto nelle aree con forte degrado socio-economico e con grandi potenzialità derivanti dalle inespresse risorse locali. Ritornando quindi alla questione del Termovalorizzatore, non meravigliamoci, semmai facciamoci una colpa, se tutte le peggiori realtà inquinanti vengono proposte sul nostro territorio, dal momento che non sappiamo neanche dare noi stessi un assetto definitivo di sviluppo alla nostra area. Non prendiamocela con i Rastrelli o i Bassolino, i danni ambientali, il degrado sociale ed economico ce lo siamo creati noi con le nostre mani o meglio con la nostra incuria, inciviltà, insensibilità ed incapacità. L’inceneritore è solo l’ultima minaccia e l’ultimo esempio in ordine cronologico che smaschera l’incapacità nostra a saper governare e gestire il territorio, in fondo, basta osservare il consumo indiscriminato del suolo acerrano operato dalla dilagante speculazione edilizia, che senza una pianificazione basata su criteri di salvaguardia ambientale e senza alcuna regola, sta cementificando ogni minimo lotto disponibile, nell’indifferenza e diremmo anche col benestare di “molti”. Finchè non ci sarà una minima sensibilità ambientale, che ora si identificherebbe con un minimo di lungimiranza politica, il nostro territorio sarà sempre violentato ed il nostro spazio vitale sempre più ridotto. La risposta quindi al Megainceneritore dovrà essere sferrata oltre che con la necessaria mobilitazione popolare ed istituzionale, anche e soprattutto, con una volontà autorevole, forte, coraggiosa di alternativa progettuale di ampio respiro sul fronte della valorizzazione ambientale coinvolgente il centro e la periferia acerrana, capace non solo di difendere il nostro territorio, dalle minacce endogene ed esogene ma anche di riqualificarlo e rilanciarlo, ricordando che Acerra, a differenza degli altri paesi limitrofi, ormai conurbati e senza più “spazio vitale”, per posizione geografica, per presenza di confini ben delimitabili, per il vasto territorio libero, per le sue innumerevoli risorse storico-archeologiche-culturali, di folklore e naturali, ha grosse potenzialità di sviluppo che, in un’ottica progettuale ampia di riqualificazione e di attenta strategia di marketing territoriale, avrebbero modo di esprimersi, permettendo alla nostra città di avere una sua ricollocazione ed un suo riposizionamento come territorio specifico. Un PROGETTO STRATEGICO DI SVILUPPO SUL FRONTE DELLA VALORIZZAZIONE TERRITORIALE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL NOSTRO TERRITORIO, così come menzionato in più parti della relazione programmatica allegata al bilancio 2000 da questa amministrazione, rappresenterebbe certamente la migliore difesa nei confronti non solo dell’Inceneritore, ma di qualsiasi altra minaccia calata dall’alto, imprimendo così una via di sviluppo finalmente rispondente alle caratteristiche peculiari della nostra area e con ricaduta occupazionale qualitativamente e quantitativamente molto maggiore di quella a cui si sta purtroppo tendendo.Dilemma infinito che ogni volta drammaticamente si ripropone per l’inezia e l’incapacità manifesta dimostrata soprattutto Su quest’ultimo argomento, non vorremmo stavolta indicare strade, già peraltro ben conosciute all’amministrazione Verone ed anche alla attuale amministrazione, vorremmo solo che il Sindaco e l’attuale assessore all’Urbanistica, ci dicano con chiarezza se sono a conoscenza degli attuali indirizzi provinciali e che intenzioni hanno per fronteggiare (dal momento che in assenza di capacità politica vera e programmazione locale, altro non possono fare) questa minaccia che ancora una volta troverà un territorio a servizio della ferrovia e non una ferrovia al servizio del Territorio. In attesa di una risposta esauriente e di un tentativo di programmazione seria e partecipata, seppur molto, estremamente molto tardiva, porgiamo i nostri saluti!!