Acerra: una Città da CEMENTIFICARE

Èidos onlus Forum di Gestione Ambientale e Sviluppo Sostenibile del Territorio Acerra: una Città da CEMENTIFICARE Piano Urbano Traffico (PUT), nuovo trasporto pubblico urbano con la CTP, sono le ultime iniziative intraprese dalla nostra amministrazione, con l’intento “mirabile e lodevole” di migliorare il servizio e la mobilià urbana. L’obiettivo però della mobilità sostenibile, rappresenta però sempre più un miraggio, in quanto il fattore “Crescita della Popolazione”, in fortissimo aumento nella nostra Città, viene del tutto ignorato. Il perché è sotto gli occhi di tutti: Spregiudicata Speculazione Edilizia, favorita da un Piano Regolatore Generale, assolutamente non rispondente a criteri moderni di sostenibilità e salvaguardia ambientale, ma ispirato a logiche solo ed esclusivamente di “zonizzazione orientata” da esperti tecnici e politici senza alcuna dignità professionale e morale. L’Abusivismo, poi figlio della speculazione è una logica conseguenza per la mancanza voluta del “NON CONTROLLO”. Su questo argomento vorremmo però fornire, prima di alcune nostre considerazioni, alcune brevissime notizie che speriamo possano essere utili a chi non sa, ma soprattutto rinfrescare la memoria a chi sa ed opera nell’edilizia, ma per “ovvi motivi” preferisce non applicare certe regole e anche a chi dovrebbe controllare e non lo fa. La legge Ponte del 6 agosto 1967, n. 765, indicava chiaramente come i Comuni, dovevano provvedere a dei Piani Regolatori comunali. Purtroppo questi strumenti di grande importanza per lo sviluppo delle Città, venivano in gran parte dei casi -Acerra ne è un esempio- indirizzati verso esigenze di inurbamento, ed insediamenti residenziali ed industriali, senza tener conto non solo della tutela del territorio, ma anche della destinazione di sufficienti aree a verde ed attrezzature ed impianti di interesse collettivo, con l’ovvio scadimento della qualità della vita della popolazione che veniva a risiedere. Modifiche successive alla suddetta legge, hanno tentato poi di costringere i Comuni a destinare nei piani urbanistici aree sufficienti alle attrezzature collettive, al verde pubblico et altro, sancendo limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra fabbricati e rapporti massimi di spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi, oltrechè spazi pubblici riservati al verde pubblico e ai parcheggi. Comunque un dato importante ed esemplare di tale legge è l’obbligo di destinare non meno di 18 mq/abitante a spazi per la collettività. Ebbene, noi assistiamo nella totale indifferenza alla violazione di tali principi. Ciò sta portando ad uno sviluppo disorganico, caotico, dove il richiamo residenziale per i prezzi concorrenziali che vengono offerti, sta favorendo un flusso migratorio nella nostra Città di intere famiglie che, avranno si una casa, ma non avranno servizi tali da permettere loro di vivere in maniera civile. È chiaro quindi che nessun PUT può risultare efficace per arginare il fiume di auto di una popolazione in forte crescita, peraltro non autoctona, pendolare e quindi poco legata alla sensibilità e alla cultura locale. Con questo non vogliamo ledere il diritto alla casa che è e deve rimanere un diritto di tutti, ma è dovere di un’amministrazione non sottrarsi ai propri obblighi di programmazione, controllo e tutela del territorio. Il principio ispiratore guida dell’azione di una amministrazione è essenzialmente quello di tutelare il diritto dei cittadini ad una migliore qualità della vita e non ci sembra, che si stia andando in tale direzione. Inoltre appare chiaro nell’ottica del nuovo trasporto pubblico urbano, dei futuri assi di collegamento su ferro, l’ulteriore subalternità e servizio che la nostra sacrificata Città, deve fornire, come Città Dormitorio, all’Area Metropolitana. Pertanto, Acerra, Città quadrata, dotata di barriere di confine come i Regi Lagni, “che qualcuno vorrebbe addiritttura coprire” e di spazi naturali periferici di delimitazione territoriale, verrebbe così inghiottita dalla cinta metropolitana, in un continuum di abitazioni senza forma come già è realtà in alcuni paesi limitrofi, (Casalnuovo, Casoria, Caivano, Cardito, Marigliano e tanti altri comuni) perdendo non solo la sua connotazione geografica particolare, il suo spazio vitale, la memoria dei propri luoghi, ma anche la sua identità come territorio specifico e con sé quei pochi validi valori rimasti, che ancora si riescono a percepire nelle aree interne e ormai disgregati nelle alienate aree suburbane. Gli indirizzi urbanistico-speculativi che mai rapidamente come in questi ultimi due anni stanno divorando le nostre terre, mostrano così il loro volto più aggressivo, occupando suoli senza lasciare alcuno spazio verde, tanto che in qualche “Parco” giusto per giustificarne il termine e dare “l’illusione verde” ai residenti, gli alberi vengono addirittura disegnati. A questo ritmo verrà cancellata ogni possibile futuro riassetto e riequilibrio urbanistico-territoriale, senza considerare le inevitabili implicazioni socio-sanitarie e quindi lo scadimento della qualità della vita generale che “evidentemente” non viene in alcun modo considerato dai nostri “illuminati amministratori”. Costoro incapaci di programmare a medio lungo termine e senza alcuna capacità progettuale e gestionale, addirittura favoriscono tali indirizzi speculativi, dal momento che ne vedono un solo beneficio, la grande entrata erariale e questo basta ad un Comune le cui finanze mai come ora appaiono tragicamente languenti. Pertanto, il recente aumento dell’aliquota odinaria Ici, rappresenta un segnale chiaro: i nostri amministratori pur di sostenersi, stanno svendendo il nostro territorio (non solo ad imprenditore edili, ma anche alla Montefibre, a speculatori industriali, e in ultimo alle lobby dell’immondizia) e presto pagheremo le disastrose conseguenze di questa follia amministrativa. èidos onlus alla luce quindi delle rapide e preoccupanti trasformazioni in atto sul nostro territorio, facendo appello alla responsabilità non solo politica, ma civile e morale, del Sindaco, dell’Assessore all’Urbanistica, dell’Assessore all’Ambiente in primo luogo e naturalmente degli altri assessori e consiglieri tutti di maggioranza, CHIEDE 1)quale sarà il destino del nostro vasto territorio che, mai rapidamente come ora, si sta sempre più riducendo, a causa degli indirizzi speculativi urbanistici ed industriali favoriti dalla incapacità progettuale, di programmazione e dalla assente gestione territoriale; 2) quale sarà il destino delle aree agricole e di conseguenza dell’agricoltura acerrana, vero presidio e fattore di stabilità degli equilibri ambientali del nostro territorio visto che nel bilancio alla voce: interventi per l’Agricoltura, ci sono solo CINQUECENTOMILALIRE, mentre alcuni comuni limitrofi come Pomigliano e Marigliano, che di spazio ne hanno veramente poco, si stanno attivando con grosse risorse finanziarie verso gli agricoltori per rilanciare le produzioni agricole locali. 3) quale è la concezione di sviluppo sostenibile e di ecocompatibilità dell’attuale amministrazione, ora che dopo anni di “provvidenziale” ritardo, il decollo dell’area ASI (assai “scelleratamente”contesa, come sembra risultare dalle molteplici attribuzioni di paternità), apre la strada ad insediamenti industriali che, nella qualità, nelle caratteristiche delle produzioni, nell’impatto ambientale ed occupazionale, non sono al momento stati oggetto di verifica tecnica e politica su base democratica, e né sembra lo saranno, vista la gestione privatistica dimostrata finora. èidos chiede inoltre a) che venga da subito rivisitato e ridiscusso con tutte le forze politiche, sociali e religiose della città, tutto il Piano Regolatore Generale, indispensabile strumento di assetto del territorio e quindi del futuro della nostra Città, perché si proceda con una variante di piano che blocchi l’allargamento della Città, contenga la crescita della popolazione e favorisca la riqualificazione del centro storico e dell’edilizia rurale; b) che nel frattempo ci sia una maggiore “attenzione” da parte della commissione edilizia nell’ambito della sua funzione, tanto celere nel rilascio di concessioni edilizie per nuove costruzioni, quanto lenta per concessioni di opere di interesse collettivo, quali attrezzature e infrastrutture; c) che si istituisca, come priorità assoluta, in linea ai principi della Carta di Aalborg votata all’unanimità dal Consiglio Comunale nel Dicembre 2000, e come da impegno nella relazione programmatica allegata al bilancio 2001, il Forum di Gestione Ambientale e Sviluppo Sostenibile del Territorio delle associazioni locali per una nuova cultura di programmazione degli interventi territoriali e come base per la costituzione del Forum di coordinamento del Terzo Settore. Queste non ci sembra siano delle richieste illeggittime, ci aspettiamo pertanto che vengano chiarite a breve tali problematiche, più che con dichiarazioni pubbliche -sentite a iosa in questi ultimi due anni- con azioni amministrative forti e serie. La non risposta a queste domande, peraltro sollecitate in diversi momenti ed in forme diverse, rappresenterà un gravissimo, se non irreparabile danno di cui le generazioni future ne pagheranno le conseguenze e la cui responsabilità cadrà esclusivamente sugli attuali amministratori, per i quali non ci saranno scusanti e/o prove d’appello. èidos onlus C.so Garibaldi, 6, Acerra (NA) Tel/fax: 081-885 73 99 Sito Web: www.eidosacerra.com e-mail: info@eidosacerra.com N.B. Come mai il cantiere per la costruzione di un palazzo all’incrocio di Via C.Battisti e Via L.da Vinci, è stato improvvisamente interrotto?????