QUESTIONE EDISON
èidos onlus
QUESTIONE EDISON
Continua la presa in giro dei Consiglieri Comunali e dell’intera Città!!
Dopo il NO solenne del Consiglio Comunale a qualsiasi ipotesi di insediamento dell’EDISON, è bastato l’altolà della Montefibre, dell’Unione Industriali di Napoli e del Consorzio ASI tanto “amanti” del nostro territorio, del Sindaco, del suo “Avvocato difensore” e di qualche altro strano “soggetto” a rimescolare le carte in tavola, in barba alla volontà dei Consiglieri Comunali di opposizione e di maggioranza, alcuni di questi ultimi sempre più insofferenti e stanchi di sostenere oramai ciò che è a detta di tutti INSOSTENIBLE ed INDIFENDIBILE.
È chiaro che il fabbisogno energetico, non solo della Montefibre - in fase di ampliamento sempre grazie al placet locale - ma anche delle aziende appetitose di energia a basso costo della centrale EDISON, (cui ben presto sarà loro “donato” altro “fertile” territorio acerrano per l’Ampliamento dell’area Industriale-ASI), rappresenta una loro priorità ed una loro esigenza cui il nostro territorio dovrà ancora una volta piegarsi per l’incapacità politica e progettuale alternativa dei nostri “GUARDIANI”, che non avendo cultura, idee e nient’altro da proporre o meglio contrapporre, se non sterile chiacchiericcio, svendono a bassissimo prezzo (non sapendo neanche chiedere un alto prezzo e contrattare a favore della Città) oltre che il territorio, la propria dignità (se mai avuta), anche il futuro dei propri figli.
Ancora questi signori, non solo continuano a non capire che il nostro territorio necessita, come dimostrato anche dai recenti studi, solo di un’AMPIA RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE, che la stessa, oltre a dare innovative occasioni di lavoro stabile e duraturo, darebbe finalmente valore al territorio, ma continuano a prendere in giro i nostri giovani su una falsa e superata idea di Sviluppo (decollo area industriale-ASI e PIP) basata sull’occupazione dei nostri suoli di Aziende, delle quali non esiste né un’indirizzo, né una griglia di valutazione tecnico-politica che ne valuti la provenienza, la qualità, le caratteristiche delle produzioni, la durata, l’impatto occupazionale. L’unica certezza, è il sicuro consumo di preziosa terra agricola (quando potrebbero insediarsi in aree dimesse, sottoposte queste ultime peraltro ad opinabili e costosissime opere di bonifica), di spazio territoriale per una futura programmazione locale ed il perpetuarsi di quel perverso sistema di logiche clientelari, del voto di scambio, di ricatto morale volto ad alimentare la cultura del Posto, peraltro “ipotetico” di cui il Sindaco, il suo Vice ed altri “giovani-vecchi” anche di sponde opposte, sono ancora abilmente ed immoralmente portatori.
Favorire la cultura di impresa e di intrapresa economica, come cultura del fare, favorire forme di sviluppo locale legate alle specificità culturali, ambientali e vocazionali del territorio è certamente più impegnativo, richiede coraggio, lungimiranza, ma è certamente la sola via di uscita per ridare fiducia dei giovani nelle Istituzioni, qualità della vita e soprattutto dignità e valore al territorio ed alla sua popolazione.
Ebbene, è su queste basi che bisognerebbe ragionare e sui conseguenti indirizzi di politica territoriale. Invece constatiamo che il Sindaco, nuovamente sulla questione EDISON, ancora più falsamente dichiara sempre alla stampa (il Mattino 26 c.m.), che il problema dopo il parere dei tecnici incaricati dal Comune, ora passa alla politica, dimenticando che il NO POLITICO sulla questione era già stato espresso solennemente dal Consiglio Comunale nel luglio del 2001, tradendo la volontà dei Consiglieri Comunali di opposizione, di maggioranza e dell’intera Città. Ora al di là dell’etica, sconoscitu e della
pertanto, la questione Edison è QUESTIONE POLITICA, e non tecnica, come furbescamente ed irresponsabilmente il Sindaco, il suo Avvocato difensore hanno con la tacita responsabilità di qualche “capogruppo consiliare” volutamente sostenuto e continuano a sostenere prendendo in giro oltre che la maggioranza dei Consiglieri Comunali, anche l’intera Città.
Éidos dunque chiede alla classe politica di governo e di opposizione tutta, semplicemente una cosa:
Cosa volete che diventi il nostro territorio?
Non vorremmo essere nella condizione di dire la solita frase:
“ai posteri l’ardua sentenza”
vorremmo solo dire:
Per favore, costruiamo insieme il nostro futuro ed evitiamo che scelte scellerate ricadano sui nostri figli!!!