Più tutela per Campania felix

Acerra - Si è tenuto il 23 febbraio scorso, nella Biblioteca Diocesana di Acerra, l'atteso Convegno dal titolo "Piano Territoriale Regionale: insieme per la tutela del territorio", organizzato e promosso dalla neonata Federazione "As-soCampaniaFelix", che raggruppa circa trenta associazioni sparse su tutta l'area di confine della provincia di Napoli che và da Giugliano a Nola. Di fronte ad un pubblico numeroso e attento, i relatori hanno presentato le osservazioni al Piano Territoriale della Regione Campania, che sono state poi depositate alla Provincia per la successiva discussione e approvazione. «Questa Federazione - ha detto nella presentazione Luisi Montano, dell' AssoCampaniaFelix di Acerra ^ueneche è giunto il momento di imporre alla Regione e agli Enti preposti il riordino dei territori come condizione imprescindibile per fondare uno sviluppo equilibrato e di qualità e che dovrebbe basarsi sull'arresto del consumo patologico dei suoli, sulla salvaguardia degli spazi periurbani ed extraurbani esistenti, sulla riqualificazione, riuso, ristrutturazione dell'esistente ed infine sulla bonifica integrale delle aree contaminate. Il tutto per ripristinare condizioni di vivibilità e di civiltà, maggiore attenzione per le condizioni reali del territorio e delle persone che lo abitano. Per cui, prima di pensare a improbabili iniziative di sviluppo, è necessario ricostituire condizioni di sicurezza e un assetto più ordinato del territorio. Se si fa questo, lo sviluppo arriverà davvero. Iniziando a migliorare le cose che già ci sono, prima di preoccuparsi di realizzarne frettolosamente e a tutti i costi delle altre». «Per questo ci siamo federati - ha proseguito Montano - per dare risalto al principio di partecipazione alle scelte per il Governo del territorio e per sostenere l'Osservatorio regionale per le politiche territoriali e ambientali costituitosi ad Ottobre, strumento permanente di supporto propositivo e di verifica dell'operato delle amministrazioni nei settori che riguardano ambiente, salute, urbanistica e risorse rurali e culturali». «Basta con lo scempio del territorio ha detto Gennaro Esposito, delegato dell'AssoCampaniaFelix area nolana - abbiamo già pagato molto in termini ambientali: Cdr di Tufino, Cave di Polvica-Casamarciano, Vulcano Buono-Interporto-Cis, Inceneritore e discariche abusive. Stanno scomparendo le aree verdi di Campania Felix. E' giunto il tempo di prevenire altri scempi e mettere mano alla bonifica-tutela del territorio». «Dobbiamo, per questo, dare atto all'assessore all'urbanistica Moccia - ha proseguito Esposito - di aver stimolato la partecipazione di tutti i soggetti a questa discussione sul Piano regionale, ma spero che questa 'rappresentazione' a più voci non diventi una 'sceneggiata'». «Cosa si cela, infatti, dietro i termini "costruzione di un sistema reticolare di città medio-piccole " proposto dall'Agenzia di sviluppo dell'Area Nolana? Cosa s'intende per dominante 'rurale-urbano-indu-striale' proposta dall'Agenzia 'Città del Fare' di Pomigliano-Acerra? Per caso sottendono la possibilità di costruire case popolari come quelle che ci hanno affibbiato dopo il terremoto con la 219? O insediamenti inquinanti come la Montefibre o impianti per i rifiuti ad alto impatto ambientale? Se è così diciamo No fin d'ora a queste scelte! Basta cemento, basta ghettizzazione, basta inquinamento, basta microcriminalità! Proponiamo una dominante 'Urbano-rurale-culturale' per tutta la 'Striscia di Gaza ' Giugliano-Acerra-Nola». Vincenzo Micillo, dell'Asso area Giugliane-se, ha presentato la sintesi delle osservazioni del Comune di Giugliano, mettendo in risalto alcune incongruenze sulla dominante proposta per quell'area di 'rurale-manufatturiera', in quanto non tiene conto della vocazione prevalente del territorio in oggetto che è quella agricola e produttiva di terziario avanzato. «Il Giuglianese - ha detto Micillo - rappresenta un'altra ferita della provincia. Discariche e sili di ecoballe offendono da anni la nostra terra. Questo Ptr deve rispettare le vocazioni proprie del territorio e tutelare meglio lo stesso da ulteriori scempi ambientali. Proponiamo per la nostra area (STS C8) una dominante rurale-manufatturiera e 'turistico-produttiva'. che meglio valorizzi l'e nostre coste e i nostri impianti ricettivi ed economici». Gennaro Allocca, Presidente del Comitato di Difesa dell'Agro Nolano e di quello di Salute Pubblica dell'Area Nolana, ha denunciato l'indifferenza delle Autorità di fronte alle numerose denunce per disastro ambientale nella zona di Polvica-Boscofangone, esortando le associazioni ad andare oltre il significato del Ptr. «Prima di tutto dobbiamo pretendere il controllo del territorio e poi la bonifica. Vogliamo sapere chi deve controllare e chi deve bonificare. Vogliamo che il Prefetto risponda alle nostre denunce, ci tuteli e ci rispetti. Viviamo non tanto nella "Striscia di Gaza', ma nel Triangolo della Morte' Acerra-Nola-Marigliano. Tumori, diossina, rifiuti tossici: chi ci deve darci risposte concrete prima di parlare di piani territoriali?». Guido Grosso, dell'AssoCampaniaFelix, ha illustrato in dettaglio gli aspetti tecnici del Ptr e la sostanza della proposta della Federazione delle associazioni. «Non è possibile - ha detto Grosso - che il nostro territorio venga inteso come uno 'spazio vuoto' da riempire con 'ciò che capita'. Siamo le uniche aree urbano-industriali della Campania e questo è inaccettabile. Dobbiamo mettere dei 'paletti' per fare in modo che in quest'area non vengano insediate industrie sostitutive come quella manufatturiera, sostenuta dalla 'forza lavoro-nero' cinese del Distretto Industriale di San Giuseppe Vesuviano. Una scelta che, personalmente, non condivido. La scelta 'urbano-rurale culturale' è più appropriata per il nolano, perché rende conto delle reali vocazioni di Nola come capoluogo e del nolano come depositario di testimonianze storico-culturali di primo piano». Nei loro interventi i rappresentanti delle due Agenzie di Sviluppo delle aree Acerrano-Nolana hanno risposto agli interrogativi allarmanti provenienti dagli ambientalisti. «Abbiamo ben operato nell'interesse dei comuni dell'agro nolano, per tracciare le linee di sviluppo della nostra area e proiettarla verso un futuro di primo piano - ha esordito Francesco Crispino, dell'Agenzia di Sviluppo dell'area nolana - Non vogliamo case popolari, ma una rete di infrastrutture per rendere le nostre città mediopiccole e far crescere la densità della popolazione da 180 mila a circa 200 mila unità». «Proponiamo, quindi, - ha proseguito Crispino - una dominante 'urbano-culturale-produttiva' che unisca alla rete delle infrastrutture e dei servizi anche la valorizzazione delle attività produttive nostrane e delle nostre aziende medio-piccole».